9 mar 2012

In punta di piedi

Belle, pratiche, comodissime, a prova di passeggiate chilometriche e scampagnate all'aria aperta.

Arriva la bella stagione ed è tempo di tirare fuori dall'armadio un bel paio di "ballerine": l'ideale per lo shopping in città, ma anche se si è partenza per qualche viaggio o gita primaverile.

Provare per credere: anche le irriducibili del tacco 12 non potranno più farne a meno, in questo periodo. E anche per le affezionate del più casual mocassino o delle sportivissime sneakers saranno un'ottima alternativa per un look più femminile, ma pur sempre comodo.

Ne abbiamo scelta qualcuna dalle nuove collezioni... Eccole!
Ma soprattutto, buon weekend!


Jimmy Choo

Pretty Ballerinas


Geox

Bata


Hispanitas



8 mar 2012

Compagnie aeree: la nostra classifica


Cortesia, comodità, efficienza e piccole attenzioni... Bene, iniziamo subito dando un po’ di voti o meglio, facendo una classificadelle compagnie aeree di cui ci siamo serviti nel corso degli anni.

Volare, si sa, è una delle esperienze più belle ma anche più impegnative dal punto di vista dello “stress” da viaggio: tra preparazione dei bagagli, check in, tempi di attesa per l’imbarco, puntualità del volo e comfort a bordo, se ne vedono un po’ di tutti i colori.

Premessa doverosa, però: le realtà cambiano e, si spera, di solito lo fanno in meglio. Ma potrebbe anche essere in peggio, purtroppo. I nostri giudizi sono fondati su poche singole esperienze personali, alcune addirittura di qualche anno fa.

Gustatevi questa veloce rassegna e, se vi è capitato di volare con qualcuno di questi vettori aerei, dite la vostra!


1. SOUTH AFRICAN AIRWAYS


A nostro giudizio, la migliore compagnia aerea. I voli con South African sono sempre stati impeccabili: cortesia e precisione, sia a terra che a bordo, una buona puntualità negli arrivi e nelle partenze, poltrone comode anche in classe turistica (per non parlare di quelle in Business Class!), pasti gustosi. Un tempo la compagnia collegava direttamente l’Italia (partenza da Milano Malpensa) con Johannesburg. Oggi la tratta non è più coperta e per aggiungere il Sud Africa con SAA è necessario lo scalo a Francoforte o a Monaco.


Niente da ridire: la precisione francese c’è tutta, anche a bordo degli aerei della compagnia di bandiera. Sia nei voli di breve durata, sia in quelli più impegnativi, Air France è sempre stata una garanzia. Buona la cordialità del personale (a dispetto dei luoghi comuni sui francesi) ed eccellente l’offerta di servizi per i passeggeri.


Essenziale ed efficiente come solo i tedeschi sanno essere, Lufthansa è una di quelle compagnie che vanno dritte al sodo, senza troppi fronzoli. Ma i servizi ci sono tutti, e la professionalità anche. Mettere piede su uno di questi aerei tedeschi fa avvertire un’autentica sensazione di sicurezza e tranquillità. Affidabile.


Pegasus Airlines è stata proprio una bella sorpresa : aerei semi-nuovi e tutti tirati a lucido, accoglienza simpatica, personale brillante, efficienza e straordinaria puntualità dei voli. Dietro questa compagnia turca low cost, si cela forse un vettore aereo giovane, ma già capace di “fare le scarpe” (o meglio, le ali) alla Turkish Airlines? Tutti gli extra sono ovviamente a pagamento, ma bisogna ammettere che la qualità di cibo, bibite e altri prodotti in vendita non è male, così come anche i prezzi, piuttosto contenuti. Il valore aggiunto: il peso ammesso per il bagaglio in cabina è di 11 kg, con una discreta “flessibilità” al check in. Niente sovraprezzo per le valigie con peso superiore, solo obbligo di imbarco nella stiva.


Sarà perché ci siamo affezionati, sarà per una questione di sano patriottismo, ma la nostra compagnia di bandiera non delude e riesce a tenere fede alle aspettative. Qualche pecca però è da segnalare: posti stretti in classe turistica, pasti e snack un po’ al risparmio, biglietti spesso costosi e qualche ritardo di troppo. Però Alitalia è sempre Alitalia e a noi ci piace così.


Abbiamo volato con Air One solo per brevi spostamenti interni e non ci sono particolari segnalazioni da fare sulla compagnia. Proprietà di Alitalia, Air One tiene fede all’impronta data dall’aerolinea di bandiera ed è per questo che punta all’essenziale. Minimalista.


Un’esperienza di volo molto simile a quelle con Alitalia e Air One: si vede che Meridiana è un brand italiano e che punta tutto sul servizio di viaggio, piuttosto che sugli extra.



Con Aer Lingus abbiamo volato ormai qualche anno fa, ma abbiamo volato bene: un viaggio tranquillo, dall’inizio alla fine, senza grossi “colpi di scena”. Bella la livrea degli aerei per metà bianca e per metà verde smeraldo.



Ha da poco superato Alitalia come numero di passeggeri e in Italia (ma non solo) ormai è la compagnia aerea più gettonata. Indubbiamente i prezzi sono più che convenienti, l’offerta di voli è davvero ampia e la puntualità negli arrivi e nelle partenze è rispettata. Ma Ryanair non ci ha convinto fino in fondo: eccessiva rigidità sull’ammissione dei bagagli in cabina, servizi extra decisamente cari e soprattutto aerei affollati quasi quanto il metrò nelle ore di punta. Però non c’è che dire: per viaggiare a prezzi mini è imbattibile.


Non ci è piaciuto nulla, purtroppo, di Delta Airlines: voli troppo spesso in ritardo, problemi tecnici un po’ troppo frequenti, poca professionalità dello staff (e del comandante che, di fronte ad un guasto tecnico serio, ha osato dire ai passeggeri “proviamo a vedere se si riesce a partire lo stesso…..”). Non ci sono piaciuti nemmeno i pasti. Da una compagnia americana ci aspettavamo sicuramente qualcosa di più. Noi ci abbiamo volato solo durante un viaggio negli Stati Uniti 10 anni fa. Speriamo che adesso la situazione sia cambiata, ma non sappiamo se la sceglieremmo di nuovo per volare…

7 mar 2012

Giappone un anno dopo: tra l’incubo tsunami e la voglia di rinascere


Chi l’avrebbe detto che, un anno dopo lo tsunami e l’emergenza nucleare, il Giappone tornasse ad essere (quasi) il Paese di un tempo: ordinato, pulito, impeccabile?

In soli dodici mesi questa terra, devastata dal maremoto e sull’orlo del baratro con il disastro nella centrale di Fukushima, si è aggrappata con le unghie e con i denti all’indole laboriosa ed instacabile del suo popolo e alla sua voglia di rinascere. Senza darsi per vinta.

E così, come in questi giorni possiamo vedere un po’ ovunque sulle principali testate giornalistiche online, oggi il Paese del Sol Levante mostra con orgoglio ponti e strade ricostruiti, fabbriche e attività commerciali in pieno fermento, aule e complessi scolastici tornati quasi alla normalità. Certo, la ricostruzione non è finita e gli interventi da completare sono ancora tanti. Quello che però sorprende è il coraggio, il rigore e la precisione con cui il popolo giapponese non ha perso tempo e si è rimboccato le maniche per contribuire alla rinascita del Paese. Lo dimostrano bene queste foto diffuse dalla Reuters…




















Quando, l’11 marzo 2011, il maremoto non solo spazzava via strade e interi paesi ma infliggeva anche un colpo mortale all’industria turistica nipponica, la sensazione più diffusa era stata quella che il Giappone ci avrebbe messo un bel po’ di tempo per tornare ad attrarre i visitatori stranieri.

A dispetto della catastrofe, però, nel frattempo (e una volta terminata l’emergenza delle prime settimane post-tsunami) tanti turisti hanno deciso di partire lo stesso. I loro diari di viaggio si possono pescare un po’ ovunque sul web e parlano di un Paese splendido, ospitale, sicuro, modernissimo e sempre con un ordine impeccabile.

E poi c’è l’intensa campagna pubblicitaria che tour operator e compagnie aeree hanno messo in campo per incoraggiare i viaggi verso l’Oriente. Non ultimo, l’Ente per il Turismo Giapponese in Italia ha voluto pubblicare sul proprio sito web, giusto poche settimane fa, un vademecum completissimo per sfatare tutti i dubbi e i luoghi comuni che si sono alimentati sul Giappone nell’ultimo anno. Insomma, sembra proprio che il Paese del Sol Levante possa tornare ad essere una delle destinazioni al top per le prossime vacanze.

Dall’altra parte, però, ben poco incoraggianti sono le notizie che arrivano dall’Università di Tokyo e rilanciate sul sito AsiaOne.com, secondo cui entro i prossimi quattro anni il Paese potrebbe essere di nuovo colpito dal terremoto. Un sisma, secondo le previsioni dei ricercatori, persino più devastante di quello di un anno fa. Per non parlare delle polemiche sulla ricostruzione, di cui si può leggere qua e là sulla rete.

Dunque, partire o non partire per il Giappone? Noi preferiamo dare più credito alle informazioni ufficiali fornite dalla Farnesina, dall’Ente per il Turismo Giapponese e dagli operatori turistici specializzati, piuttosto che alle dicerie sul web. Quindi la nostra risposta è sì. Quanto alle proposte di viaggio o agli spunti per costruire un itinerario personalizzato, ce n’è per tutti i gusti… Intanto, date un’occhiata qui.

Insomma, è tutto pronto per scoprire e gustare la più autentica primavera giapponese.

6 mar 2012

Aria di primavera sul viso

Non c’è solo il rito di preparare la valigia o di controllare le previsioni del tempo, prima di partire per un viaggio o per il weekend. Anche qualche piccolo trattamento-corpo o una “coccola” di bellezza è utile per entrare nello spirito della vacanza.

In questi giorni di quasi-primavera, per esempio, prendersi cura del viso è una di quelle piccole attenzioni da regalarsi non solo per sentirsi meglio, ma anche per preparare la pelle alle prime esposizioni al sole e all’aria aperta. Con l’aumento delle temperature, ecco infatti che il make up diventa sempre più leggero ed è per questo che è importante idratare e purificare l'epidermide, meno protetta da cipria e fondotinta.

Ecco qui qualche suggerimento per i vostri rituali di bellezza dedicati al viso.

A base di acqua termale, il magico ingrediente alla base di tutti i prodotti Avène, è un’emulsione fluida e leggera adatta alle pelli normali, miste e persino a quella maschile. Una composizione ricca, che protegge il naturale equilibrio idrico cutaneo grazie alla creazione di una sottile e invisibile pellicola sull’epidermide. Da usare al mattino o alla sera, dopo un’accurata pulizia di viso e collo.



Una formulazione cremosa, tonificante, che rinfresca subito la pelle. Tutto grazie all’estratto di radice di iris, cetriolo e corteccia di betulla che, insieme agli oli vegetali, migliorano l’idratazione del viso. Da usare una o due volte alla settimana, evitando l’applicazione su labbra e contorno occhi. La marcia in più: si può far agire fino a venti minuti, senza avvertire alcuna sensazione di secchezza sulla pelle.



L’abbiamo provata e possiamo assicurare che è un vero toccasana per la pelle stanca e spenta. Tutta al naturale, questa pasta è ottima per maschere e impacchi dermopurificanti e rimineralizzanti. Si può usare sia sul viso, sia sul resto del corpo, lasciando in posa solo per qualche minuto. Non appena si inizia a sentire tirare la pelle, risciacquare subito con abbondante acqua tiepida.


 

Lozione leggera, eppure idratante ed emolliente. Indicata per usi frequenti e pelli miste, lascia sulla pelle una speciale sensazione di morbidezza che dura tutto il giorno. Si applica sulla pelle già pulita ed è ottima come base per il trucco.

5 mar 2012

Gustando Parma, città golosa

I suoi prosciutti e i suoi formaggi sono senza dubbio tra le più pregiate prelibatezze gastronomiche d’Italia. Insomma, che Parma fosse una città golosa c’erano ben pochi dubbi. Ma provare a scoprirla così, in punta di forchetta, è un’idea interessante per tutti, non solo per buongustai o per palati sopraffini.

Gustatevi Parma in un weekend d’autunno o in primavera, i momenti migliori per scoprire le bellezze di questa tranquilla ed elegante cittadina emiliana. Dedicate una giornata alla scoperta dei suoi angoli più caratteristici: non perdete il Duomo e il Battistero, il Palazzo Ducale, il Palazzo della Pilotta e il Teatro Farnese, il Teatro Regio, la Chiesa della Steccata e, uscendo un po’ dalla città, la Certosa di Parma.

Ma, soprattutto, ritagliatevi un’altra intera giornata per assaporare le bontà culinarie parmigiane e fare una spesa di genuina gastronomia locale che, di sicuro, sarà ben apprezzata al rientro a casa. Per fare questo, meglio approfittare del sabato e degli orari di apertura delle botteghe: sarà divertente vestire per qualche ora i panni della buona massaia emiliana, pronta a cucinare per il pranzo della domenica.

Gli indirizzi da non perdere? Partite dal Mercato Alimentare Coperto della Ghiaia, nell’omonima piazza, dove acquistare la carne per il bollito ma anche frutta, verdura, pane, salumi e formaggi.

Proseguite poi nella vicinissima Strada Carlo Farini, dove si trova L’Antica Salumeria Farini: un autentico tempio del gusto, dove leccarsi veramente i baffi. Accanto alle migliori selezioni di parmigiani, prosciutti e culatelli, qui si possono trovare anche i famosi “ciccioli” (carne di maiale pressata e fritta) e poi tortelli, tortellini e pasta fresca.

Fate una sosta per il pranzo alla Trattoria Salumeria Rosi, un tempo la storica Trattoria dalla Sorelle Picchi, oggi interamente rinnovata e gestita con sapienza dal patron del Parmacotto. Consigliatissime le specialità della casa: tortelli di zucca o di erbette, anolini in brodo, il filetto “alla rosa di Parma”, punta di vitello ripiena al forno e,  per finire, il gelato allo zabaione con salsa al cioccolato.

Ci si può poi spostare a Felino, a circa 16 km da Parma, per visitare il Museo del Salame. Un po’ più distanti, ma non meno interessanti, il Museo del Prosciutto di Parma a Langhirano (circa 23 km dal centro città) e quello del Parmigiano Reggiano a Soragna (circa 31 km da Parma).

2 mar 2012

Il weekend in uno zaino

Non c’è turista, globetrotter o gitante della domenica che non si metta in cammino senza un buono zaino sulle spalle.

Più o meno “glamour”, più o meno vissuto che sia, è proprio lo zaino il simbolo per eccellenza della vacanza, l’accessorio indispensabile che non andrebbe mai lasciato a casa.

Anche per le donne più “fashioniste”, arriva dunque il momento in cui è doveroso riporre la propria “city bag” per trasferire tutto il suo contenuto in un bagaglio ben più capiente e indiscutibilmente più pratico

Niente panico, però: anche con uno zaino in spalla si può essere davvero trendy. Ed è da qualche stagione che, persino durante le fashion week, qualche stilista osa proporre il mitico zainetto al posto di borse e borsette. Una sorta di revival anni ’90 ma che, ammettiamolo, di sicuro ci rende più contente e ci toglie qualche senso di colpa fashionista in occasione di viaggi più o meno impegnativi.

Decathlon
In materia di zaini, ce n’è davvero per tutti i gusti e per tutte le tasche. Per chi cerca la soluzione a prezzi mini, ma con una resistenza provata nel tempo, il consiglio è di orientarsi verso uno dei modelli in vendita da Decathlon: linea essenziale, leggerissimi di peso, ampia gamma di colori e anche di grandezze. Con soli 5,00 € ci si può portare a casa uno zainetto di medie dimensioni e, tutto sommato, ben confezionato.
Kipling
Eastpak
Sempre per le amanti del genere sportivo e “minimalista”, due ottime alternative sono gli zaini Kipling ed Eastpak. Prezzi decisamente più alti, ma i modelli e la gamma di colori sono sempre al passo con le tendenze di stagione, senza mai però rinunciare alla praticità e alla capienza. 


Piquadro
Per le più esigenti, infine, ci sono gli zaini di Piquadro e di The Bridge. I primi, in tessuto tecnico, sono ottimi anche per portare con sé anche un pc portatile. Iper-capienti, compatti e rifiniti fino all’ultimo dettaglio, sono senz’altro più indicati per un viaggio di lavoro o per un weekend in una grande metropoli, piuttosto che per una scampagnata all’aria aperta o per destinazioni più avventurose. 

The Bridge
Gli zaini The Bridge (un vero classico dell’alta pelletteria italiana) sono invece perfetti per un fuori-porta country o anche per un viaggio più esotico. Unico “difetto”: il peso. Essendo zaini in pelle al 100%, indossati in spalla sono molto meno leggeri di quelli realizzati in tessuto tecnico o similari. Per questo, il consiglio è di usarli solo se non si devono affrontare escursioni impegnative o, piuttosto, di indossarli al posto della borsa per il look della sera (purché, ovvio, non si sia invitate ad una cena formale).

1 mar 2012

Cappadocia da favola

Paesaggi incantati, atmosfere sospese nel tempo, scorci e panorami mozzafiato. La Cappadocia è tutto questo, ma anche molto di più. Una destinazione ancora poco conosciuta e con un turismo molto di nicchia, ma che ha tutte le carte in regola per diventare una meta di culto e di grande charme.
Gli itinerari
Andare in Cappadocia significa scoprire una terra arida e rocciosa, dove il tufo è il protagonista del paesaggio e dove la pietra si è lasciata plasmare nel tempo per dare vita a panorami fiabeschi e al di là di ogni immaginazione.
Il simbolo della regione sono infatti i Camini delle Fate. Rilievi rocciosi, con una caratteristica forma a comignolo: insomma, delle vere e proprie piramidi di tufo formatesi dall’erosione, nel corso dei secoli, delle rocce vulcaniche che ricoprivano la regione. Ovunque si vada, in Cappadocia, non si può non restare estasiati dalle infinite forme che la natura è riuscita a creare da semplici ammassi di pietra: i più spettacolari Camini delle Fate si possono ammirare a Pasabagi, nella Valle di Devrent e a Uchisar.
Sempre a Uchisar, vale la pena soffermarsi anche presso il castello (da lì si può ammirare il più bel panorama sulla Valle di Goreme), tutto scavato all’interno di una roccia in tufo. Infatti un’altra principale caratteristica della Cappadocia è che, nel passato, intere popolazioni hanno realizzato le proprie case dentro la pietra, non essendoci terreno adatto per costruirvi sopra delle abitazioni. I blocchi di tufo e gli stessi Camini delle Fate sono stati così scavati e riadattati a vere e proprie dimore. E in alcuni casi, come a Kaymakli e a Derinkuyu, all’interno della roccia vulcanica si sono costituite vere e proprie città sotterranee con migliaia di abitanti. Imperdibili, a questo proposito, i monumenti – simbolo della regione: i musei all’aria aperta di Goreme e di Zelve, in cui è possibile scoprire i villaggi di un tempo dentro le rocce.
Da vedere, infine, anche la Valle di Ilhara (a circa 100 km da Goreme): uno straordinario canyon scavato nella roccia.

Il viaggio

Per scoprire il cuore della Turchia, bastano anche tre giorni e un budget tutto sommato contenuto. Il segreto? È nel “fai-da-te”. Nonostante alcuni tour operator offrano già dei pacchetti di viaggio completi e piuttosto interessanti, tuttavia è possibile visitare gli stessi luoghi senza bisogno di appoggiarsi ad operatori turistici e riducendo così i costi. Al contrario di ciò che si potrebbe pensare, infatti, la Cappadocia è una regione ancora tranquilla, poco pericolosa (non siamo a Istanbul!) ma con delle strutture turistiche già avanzate. Non per questo, però, bisogna abbassare la guardia ed è sempre bene prenotare in anticipo il proprio soggiorno per non incorrere in spiacevoli sorprese.
Per raggiungere la regione, si può scegliere di partire con la compagnia aerea turca Pegasus: voli low cost per Kayseri (la seconda città della Cappadocia) da Roma o da Bergamo Orio al Serio, con scalo a Istanbul.

Come muoversi

Una volta sul posto, la scelta migliore è quella di vistare la regione con una macchina a noleggio. Noi l’abbiamo prenotata su Economy Car Rentals: un sito web con cui è possibile noleggiare in tutto il mondo auto (ma anche furgoni etc..), a prezzi mini. A differenza delle grandi compagnie di autonoleggio, infatti, Economy Car Rentals si appoggia sulle piccole società locali che applicano tariffe giornaliere molto più contenute. L’unica difficoltà può esserci, semmai, nella comunicazione: non sempre, infatti, si può avere la fortuna di trovare a destinazione delle persone in grado di esprimersi in inglese. L’importante, comunque, è riuscire a capirsi e controllare sempre la vettura prenotata prima di mettersi alla guida.

Ospitalità

Il nostro consiglio è di prenotare l’hotel nella città di Goreme (a circa 90 km da Kayseri) e fare base lì. Noi abbiamo scelto l’Arch Palace Hotel: un albergo a conduzione familiare, ricavato all’interno di una tipica residenza anatolica in tufo. Ospitalità eccellente (il proprietario, Moustafa, è gentilissimo e sempre a disposizione per un cosiglio sugli itinerari o anche solo per un tea in compagnia) e una vista mozzafiato dalla terrazza sul tetto, da cui si può guardare tutta Goreme e gli splendidi Camini delle Fate.
Suggestiva anche la possibilità di pernottare in un vero Camino delle Fate: ci sono molte guest house, pensioni, ma anche hotel di lusso che sono stati proprio scavati nella roccia e che, per questo, hanno una fortissima attrattività turistica. Un’esperienza sicuramente affascinante, anche se ci è stato raccontato che in questo genere di strutture si può un po’ soffrire l’umidità.